Su Wolf. 95

Schermata 2016-09-01 alle 07.54.12Lo tsunami social sul #fertilityday, con l’intervento di Saviano (insieme a molti altri) mette d’accordo tutti e, come tutti gli tsunami social, è irrilevante. Un’analisi della campagna e del modo in cui è stata condotta non può prescindere, per esempio, dalle procedure con cui vengono affidati questi lavori (con urgenza, affidamento diretto o simili, visto che gli importi “ridotti” lo rendono possibile). Dagli obiettivi (si usa qualcosa di simile agli OKR nelle pubbliche amministrazioni)? Dal costo. Dalla misurazione dei risultati e del ritorno sugli investimenti.

Ne parliamo sul numero 95 di Wolf.

Ma sul numero 95 di Wolf. si affronta anche un argomento fondamentale per chiunque lavori online, magari facendo SEO: hai individuato la tua nicchia, hai lavorato bene e sei riuscito a conquistare buone posizioni in SERP per le parole chiave che desideravi. Bene. E ora? Sei pronto a convertire le persone che hai raggiunto grazie a queste operazioni? Come? Ne parlo a partire dal caso di un abbonato che ha raggiunto buoni risultati per keyword relative al tema dell’architettura dell’informazione. E siccome ottiene risultati perché fa un buon lavoro, si merita anche un backlink.

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La donazione di Zuckerberg e il giornalismo

Sulla donazione di Zuckerberg alla CRI si è letto tutto e il contrario di tutto.

PrimaSu Repubblica, prima avevano scritto il pezzo che si legge qui sopra.

Poi, forse la mattina dopo o forse a tarda notte, hanno aggiunto il pezzo che ho evidenziato (senza alcuna avvertenza per il lettore, e dopo che l’articolo era già stato diffuso parecchio).

Dopo

Le considerazioni sull’utilità o meno della donazione di Zuckerberg le ho riservate a un lungo pezzo in cui si parla di Punteruolo rosso, Peter Thiel e modelli di business (numero 94 di Wolf). Tre punti, però, vale la pena di metterli qui:

donare in advertising alla CRI non ha nulla a che vedere con il terremoto del centro Italia (qualsiasi uso possa farne la CRI, sarà sul medio lungo periodo. La CRI non si occupa della ricostruzione. Se attiverà delle campagne che porteranno donazioni, al limite saranno utilizzate in futuro. E sempre se queste campagne avranno successo)
donare in advertising alla CRI è un atto di enorme cinismo, perfettamente coerente con il walled garden in cui si sta trasformando Facebook (Zuckerberg non fa niente che non rimanga dentro Facebook. Nemmeno le donazioni, evidentemente)
donare in advertising alla CRI non ha nulla a che vedere con il creare valore

C’è chi pensa che sia un’enorme opportunità. Sono opinioni, chiaramente. La mia è che un multimiliardario della Silicon Valley che voglia fare del bene potrebbe impegnarsi – facendo anche i soldi, quindi ottenendo profitto – in un’operazione di messa in sicurezza dei territori. Questo creerebbe valore. Non l’advertising su Facebook della CRI.

Quanto al pezzo su Repubblica, l’aggiunta dell’inciso – totalmente acritico – sul tema, aggiunto così, senza colpo ferire, dimostra che il giornalismo italiano ha un enorme problema con la Silicon Valley (in questo è in ottima compagnia, niente paura). E ha un problema anche con i propri lettori, cui, a parole, dice di voler dare un servizio. Ai quali chiede fiducia. Ai quali, però, poi, non evidenzia un’importante correzione e aggiunta ad un pezzo.

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(AP)