Formazione professionale continua: regolamenti e concretezza

Formazione professionale continua giornalistiFormazione professionale continua – Con il nuovo regolamento per l’acquisizione dei crediti in vigore dal 31 maggio 2016 l’Ordine dei Giornalisti ha accontentato moltissimi iscritti che, finalmente, possono maturare il numero di crediti obbligatori fruendo corsi solamente via web, in remoto, a distanza, online.

Devo ammettere che la decisione – che sicuramente avrà le sue brave ragioni logistiche e deriverà anche da un consuntivo dei primi tre anni, probabilmente deprimente quanto a numeri di crediti erogati e effettivamente percepiti dai singoli – mi ha rattristato parecchio.

Sappiamo tutti molto bene che un corso online con test finale a risposta multipla si può, di fatto, anche non seguire  Sappiamo tutti che l’apprendimento da un corso online possa dare risultati concreti solo in caso di particolare buona volontà da parte di chi si sottopone al corso medesimo.

In altre parole, se la vediamo da questo punto di vista, consentire di ottenere i crediti da casa potrebbe diventare, per molti, un incentivo a considerare la formazione obbligatoria come un orpello inutile. Un percepito che, in effetti, è piuttosto diffuso.

Qualcuno potrebbe dire che anche ai corsi “dal vivo” c’è chi, semplicemente, si porta il portatile e fa altro. Mette la firma all’ingresso, la firma in uscita e arrivederci e grazie. È vero anche questo, e se questa è la prassi si capisce, insomma, che l’Ordine voglia anche trovare un modo per semplificare.

Si capisce, ma fino ad un certo punto.

Quello che mi sarei aspettato dal nuovo regolamento era ben altro.

Mi sarei aspettato un tentativo di far capire – anche con misure molto molto meno “popolari” di questa – a tutti noi lavoratori dell’ecosistema giornalistico che la “combo” crisi-cambiamento che caratterizza il nostro lavoro è una combinazione potenzialmente letale, se non si innova, se non ci si forma, se non si studia.

Quel che cerchiamo di fare qui su Wolf, per esempio, è proprio di mettere insieme i pezzi per acquisire e offrire soluzioni, strumenti e un substrato di conoscenze condivise e utili. Utili a creare anche conversazione e a far circolare idee.

Schermata 2016-06-13 alle 11.45.06Penso, sinceramente, che un giornalista, oggi, abbia un bisogno vitale di formarsi e di essere formato, di studiare, imparare, capire, aggiornarsi. E penso che il “problema” dovrebbe interessare molto da vicino sia l’Ordine sia i giornalisti stessi sia gli editori.

Penso, sinceramente, che l’Ordine dovrebbe accompagnarci tutti verso questa consapevolezza e che sarebbe necessario rendere operativo – non per regolamento, ma con i fatti – un sistema di formazione che fornisca competenze reali, attuali, concrete.

Che dia, insomma, i mezzi per andare avanti in questa professione, che di certo non morirà mai ma sta facendo di tutto per suicidarsi, online e offline.

(AP)