Blendle: i primi a usarlo in Italia. Ma serve la massa critica

Blendle cos'è - ItaliaSu Wolf, il magazine di Slow News e DataMediaHub, siamo i primi a usare Blendle in Italia.

Cos’è Blendle? È una start-up olandese. Anzi, forse sarebbe bene non chiamarla più start-up. Blendle è una piattaforma online per le news. Fondata da Marten Blankesteijn e Alexander Klöpping, finanziata anche dal governo olandese durante il lancio (aprile del 2014).

Come funziona Blendle?  Hai presente iTunes? Netflix? Spotify? Be’, per farla molto breve, Blendle funziona così: se vuoi leggere, paghi per il singolo articolo che vuoi leggere, attraverso un micropagamento. Fine della storia.

E dal punto di vista degli editori? Gli editori fanno un accordo con Blendle e cominciano a mettere i loro articoli sulla piattaforma. I prezzi vanno da 0,99 euro a 1,99 euro a pezzo.

Chi ci guadagna? Gli editori e Blendle, che si prende il 30% della singola transazione.

Dov’è disponibile? Nata in Olanda, poi espansa in Germania, il 23 marzo del 2016 è sbarcata – in beta – anche negli U.S.A.

E in Italia? Il discorso è complicato. Cerchiamo di farlo semplice. Come spiegava Pier Luca Santoro ad aprile del 2015, perché Blendle possa funzionare

bisogna necessariamente fare degli accordi con gli editori italiani. Non credo che esistano le condizioni nel breve, per i prossimi 12/24 mesi, per la sua introduzione in Italia.
Quindi, manca l’accordo con gli editori, in Italia? Ovvio che manca. Blendle non è ancora sbarcato nel nostro paese.
E allora come fate a essere i primi in Italia a usare Blendle? Ecco, questa è la parte interessante. Praticamente, una piattaforma che racchiude una serie di giornalisti in rete (si chiama Reporters Online), con il supporto di Blendle, ha sviluppato un plugin per WordPress (ecco la guida di Wolf, solo per abbonati) cheBlendle il plugin per WordPress consente di vendere i propri pezzi su Blendle. Si chiama Blendle Button.
Dopo che Pierluigi Vitale ne ha parlato su DataMediaHub, ne abbiamo fatto richiesta per Wolf. In meno di quarantott’ore abbiamo avuto accesso al plugin, lo abbiamo installato e abbiamo pubblicato il nostro primo articolo accessibile attraverso micropagamento. È una guida SEO, pratica e teorica, su un caso di studio reale, curato dal sottoscritto (questo sito sul Giubileo).
Il plugin funziona in tutto il mondo. Anche in Italia. Naturalmente, come scrivono sulla sezione del sito ufficiale di Reporters Online, «le persone che vogliono pagare per un articolo devono avere un account Blendle, e il bottone stesso non è ancora stato tradotto: è solo in olandese». La pagina delle FAQ del plugin, comunque, fa ben sperare. E non solo quella. La nostra iniziativa è stata ripresa su Facebook, sia dalla pagina ufficiale di Reporters Online sia da Jan-Jaap Heij, fondatore di Reporters Online.

Proprio Jan-Jaap Heij mi ha scritto, nei commenti alla sua condivisione, che a breve arriverà il plugin ufficiale di WordPress e che il bottone verrà tradotto almeno in inglese. Naturalmente mi sono offerto per una traduzione in italiano: è questo lo spirito con cui sono nate Slow News e il suo supplemento Wolf.

Blendle salverà il giornalismo? Non esiste una risposta a questa domanda, perché la domanda è malposta. Nulla salverà il giornalismo, se non il giornalismo stesso, con le sue buone pratiche. Blendle può essere un’importante leva su cui poggiare alcuni progetti. Non la sola, per carità (vale la cara, vecchia regola dell’economia delle soluzioni parziali per alcuni). Siamo convinti che alcuni pezzi che proponiamo agli abbonati di Wolf (per esempio. Ma è un esempio non esaustivo) possano funzionare anche con l’offerta e l’acquisto del singolo articolo, e intendiamo percorrere anche quella strada.

E gli editori tradizionali? È vero. Se ci fossero gli editori grossi la strada sarebbe percorribile in maniera più semplice. Ma in assenza dei medesimi, ecco che gruppi di giornalisti, professionisti dell’informazione, della comunicazione, analisti, produttori di contenuti digitali che possano essere venduti a un pubblico interessato hanno una grande occasione. Quella di unirsi per creare, attraverso i propri pubblici di riferimento, una massa critica di potenziali acquirenti/lettori attraverso Blendle.

Vale la pena di provare. Se vuoi provare insieme a noi, scrivici.

(AP)

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